SABATO 12 SETTEMBRE 2009 ANNO 134 - N. 216
In Italia con "IO Donna"
EURO 1,50
Milano, Via Solferino 28 Tel. 02 6339
Fondato nel 1876
www.corriere.it
Programmi e propositi nei licei Discorsi (ed email) dai presidi d’Italia: serve
un’alleanza con i genitori
di Andrea Garibaldi alle pagine 12 e 13
Roma, Piazza Venezia 5 Tel. 06 688281
Dall’asilo anticipato alla riforma delle superiori
Maestri, voti, esami: guida alla nuova scuola
Tutto quello che c’è da sapere alla vigilia dell’apertura
di Benedetta Argentieri e Lorenzo Salvia alle pagine 12 e 13
Lunedì in edicola Piero Angela
Il 3˚ dvd: «Einstein e la relatività» 9,99 euro
più il prezzo del quotidiano
TROPPE TASSE SULLA PREVIDENZA
Crollo Lehman, un anno dopo La produzione su dell’1%. L’Ocse: bene Italia e Francia
I PENSIONATI E I LORO DIRITTI
di PIERO OSTELLINO
La visione che non c’è
Ripresa, cinque segnali positivi
Dalle industrie alle Borse: così l’economia reagisce alla crisi
Oggi in Duomo i funerali di Stato
Cresce in luglio dell’1% la produzione industriale; per l’Ocse, emergono «forti
segnali di ripresa» in molti Paesi industrializzati, Italia in testa. Ma anche altri
indicatori internazionali puntano all’ottimismo: la risalita della produzione industriale
cinese e dei trasporti marittimi, fino alla forte crescita di Wall Street.
ALLE PAGINE 34 E 35
I CATTOLICI ESPOSTI AGLI ECCESSI DI QUESTI TEMPI
di ANDREA RICCARDI
Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano
a pensione è una forma di salario differito o, se si preferisce, di risparmio forzoso,
accumulato negli anni di attività. Poiché la pensione è reddito che il lavoratore
non ha risparmiato volontariamente, ma d’autorità, ecco, allora, che lo Stato
finisce con l’esercitare su di lui una doppia violenza: una sociale, l’altra
fiscale. La prima, quando lo costringe a risparmiare una porzione del proprio reddito
che, se ne avesse la disponibilità, potrebbe impiegare come meglio crede. La seconda,
quando tassa la pensione, cioè quella stessa porzione di reddito che gli ha imposto
di risparmiare. Giustizia vorrebbe che, subita la violenza sociale, il cittadino,
almeno da pensionato, potesse disporre dei propri quattrini come vuole. Invece non
è così. Lo Stato che obbliga il lavoratore a risparmiare è detto «paternalista»
perché presume di sapere quale è il Bene dei cittadini meglio di quanto non sappiano
essi stessi. In realtà, ne tratta solo alcuni — i lavoratori dipendenti cui preleva
alla fonte la parte di reddito per la pensione — da bambini irresponsabili, nella
convinzione che, lasciati liberi di decidere, non risparmierebbero, riducendosi,
in vecchiaia, all’indigenza; mentre ne tratta altri — i lavoratori autonomi sul
reddito dei quali non è in grado di esercitare lo stesso prelievo — come adulti,
capaci di decidere liberamente e di provvedere responsabilmente al proprio futuro.
Naturalmente, lo «Stato paternalista» non vuole affatto il Bene dei suoi figli;
non è un Ente morale neutrale — altrimenti non si capirebbe perché
persegua il Bene solo di alcuni e ne abbandoni altri — ma ubbidisce al solo principio
che conosce chi ne ha il controllo, quale ne sia il colore: disporre, a propria discrezione,
della maggiore quantità di risorse, prendendole dove può. Lo Stato che, oltre a
prelevare forzosamente la parte di reddito a fini pensionistici, tassa anche la pensione,
è detto «sociale». Esso giustifica sia il prelievo forzoso di una parte del reddito
da lavoro, sia la tassazione della pensione per ragioni di «solidarietà». Il prelievo,
per pagare le pensioni degli anziani — i cui «accantonamenti» non basterebbero
— con i soldi di chi lavora; la tassa, per integrare la pensione di molti pensionati
indigenti, fornendo loro beni e servizi che non sarebbero in grado di pagarsi. Ma
neppure lo «Stato sociale» è un Ente morale neutrale. Esso impone il dovere della
«solidarietà» ad alcuni e non ad altri, quando, per fini pensionistici, si appropria
solo della parte di reddito dei lavoratori dipendenti; tradisce un elementare principio
di «equità sociale», applicando alle pensioni le stesse aliquote dei redditi da
lavoro. Esso ubbidisce alla stessa logica di cui si è detto. Forse, lasciando ai
cittadini di disporre maggiormente del proprio reddito, si uscirebbe più rapidamente,
e meglio, anche dalla crisi. Ma, allora, perché questo governo — che pur si dice
liberale — non incomincia col detassare almeno le pensioni, in attesa di ridurre
la pressione fiscale su lavoratori e imprese ai livelli promessi, e mai raggiunti?
postellino@corriere.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sideri e Tamburello
Ma i «piccoli» riaprono al buio
di DARIO DI VICO
lla fine fabbriche e capannoni del Nordest hanno riaperto. Si era temuto che già
dalla prima settimana di settembre la deindustrializzazione italiana subisse un’accelerazione
e ciò non è avvenuto. Il pericolo è stato scampato, o forse solo rinviato perché
il portafoglio ordini per molte aziende non va al di là di un mese o due.
CONTINUA A PAGINA 35
li scandali di queste settimane mi riportano alle parole di una poesia di Karol Wojtyla:
«Io credo tuttavia che l’uomo soffra soprattutto per mancanza di visione». Erano
gli anni grigi della Polonia comunista e Wojtyla aveva tutte le ragioni per dire
questo. Ben diverso appare oggi l’orizzonte italiano, molto illuminato, anzi percorso
da fuochi d’artificio mediatici che sembrano illuminare sino a siti reconditi.
Fuochi d’artificio che hanno toccato pure la Chiesa e i cattolici. È l’illusione
di credere di vedere. E la sola strada possibile è provare a vedere al di là dell’«eccesso
di luce».
A PAGINA 15
E sulla mafia scontro del presidente della Camera con Schifani
Bossi: Fini libero di suicidarsi
Zapatero su Berlusconi: taccio per rispetto istituzionale
Umberto Bossi va all’attacco di Gianfranco Fini sugli extracomunitari: «Ognuno
è libero di suicidarsi come gli pare, ma dare il voto agli immigrati è una scelta
sbagliata. Vuole aprire agli immigrati? Li porti a casa sua». Contro Fini, ma sulle
inchieste di mafia, si schiera anche il presidente del Senato, Renato Schifani: «Alcune
toghe agiscono seguendo teoremi politici». Il primo ministro spagnolo Zapatero dopo
le polemiche seguite all’incontro con Berlusconi a La Maddalena commenta: «Se
mantengo il silenzio è per rispetto e cortesia istituzionale, ma tutti sanno la
mia opinione sull’uguaglianza fra uomo e donna».
DA PAGINA 2 A PAGINA 9
Giannelli
Settegiorni
di Francesco Verderami
Fiorello, Mike Bongiorno Un’amicizia tra ragazzini
di ALDO GRASSO
Il Cavaliere e il sondaggio del 4 per cento
erlusconi sa che non è finita e non finirà, che i media insisteranno sui festini
e le donnine, che le vicende giudiziarie torneranno a lambirlo, che «i miei nemici»
— come definisce l’indistinta coalizione di interessi a lui ostile — cercheranno
di tenerlo sotto pressione.
CONTINUA A PAGINA 5
a loro breve storia è stata qualcosa di più di un legame professionale. Mike e
Fiorello non erano un’improvvisata coppia di presentatori, un duo comico nato quasi
per caso. Erano due persone che si volevano bene, si stimavano, «due pischelli»
secondo Fiorello:
un atteggiamento quasi naturale per lui, una vera sorpresa per Mike, che sullo schermo
appariva sempre così contegnoso, pur essendo un prodigioso gaffeur, facile preda
dell’ironia di molti suoi colleghi.
CONTINUA A PAGINA 27
Galli
Dall’Italia alla Spagna appelli per il recupero di rapporti più formali e cortesi
Scompare il lei, tutti finti amici con il tu
di PAOLO DI STEFANO
A L’Aquila il presidente dell’Azienda farmaceutica municipalizzata ha richiamato
i dipendenti per ricordare loro che «all’amministratore delegato si dà solo del
lei». Il Difensore del popolo spagnolo, commissario statale contro gli abusi dei
funzionari pubblici, ha avvertito i giovani che «dare del tu ai professori è una
mancanza di rispetto». Ma il tramonto del «lei» è soprattutto colpa delle comunità
virtuali sul web, dove i rapporti sono informali e il «tu» è la normalità.
A PAGINA 29
Il ministro Brunetta
Il documento
«Basta fondi ai registi che sputano sul Paese»
di CHIARA MAFFIOLETTI
A PAGINA 55
Piani Expo: ai dipendenti vietato parlarne al cellulare
di ELISABETTA SOGLIO
A PAGINA 25