R NA
LA STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
MARTEDÌ 1 SETTEMBRE 2009 • ANNO 143 N. 240 • 1,20
IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L.
353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO
www.lastampa.it
Per 4 miliardi di dollari
È nella hit parade inglese
Un mestiere in crisi
Topolino compra l’Uomo Ragno
La Disney rileva la Marvel e i suoi cinquemila supereroi per i parchi a tema e per
il mercato del cinema Molinari e Tiberga ALLE PAG. 22 E 23
A 92 anni vende più dischi degli U2
Le canzoni di Vera Lynn superano le pop star: nel 1939 tenevano alto il morale delle
truppe alleate Bagnoli e Venegoni A PAG. 35
Il tramonto del fotoreporter
Le agenzie storiche sono sull’orlo del baratro, a Perpignan si celebra l’epoca
eroica dei «freelance» Baudino e Vallinotto ALLE PAG. 32 E 33
PIETRO GARIBALDI
Vertice a Palazzo Chigi: nessun rinvio dell’apertura delle scuole. Avrebbe costi
proibitivi
GIORGIO CALABRESE
L’ESTATE
SENZA FINANZIARIA
a almeno vent’anni, la ripresa della vita economica e politica dopo la pausa estiva
è stata dominata dalla discussione collegata alla legge Finanziaria. Dal silenzio
di fine estate su questi temi, sembra quasi che la Finanziaria del 2010 non si debba
proprio fare. Certamente non rimpiangiamo il tradizionale martellamento di fine estate
sulla dimensione della manovra, sui presunti tagli alla spesa pubblica, sugli imponenti
programmi di sviluppo e sui minacciati inasprimenti fiscali. In effetti la qualità
della discussione sulla Finanziaria, il principale strumento di politica economica
del Paese, è sempre stato molto scadente. Inoltre, dopo mesi di martellamento estivo,
la Finanziaria ha quasi sempre finito col determinare inasprimenti fiscali e aumenti
di spesa pubblica. Nel 2009, la spesa pubblica arriverà quasi al 53% del Prodotto
interno lordo e la pressione fiscale raggiungerà la cifra record del 43,4%, sempre
in rapporto al Pil. La mancanza di dibattito sulla legge Finanziaria e sulla politica
economica non è solo colpa dell’estate dei veleni e dell’attenzione dei media
a temi che poco hanno a che fare con la politica economica. Con la presentazione
a luglio del Documento di programmazione economica e finanziaria, il governo ha ufficialmente
dichiarato che non intende portare alcuna correzione all’andamento tendenziale
di finanza pubblica del 2010.
CONTINUA A PAGINA 31
Influenza A, c’è il piano ma è scontro sul vaccino
Il ministero: “Saremo pronti”. Garattini: “Non è stato testato”
Zaia e gli etilometri
DUE BICCHIERI
NON SONO UNA COLPA
I TALEBAN GLI HANNO TAGLIATO IL NASO E LE ORECCHIE
L’uomo che voleva votare
Cresce l’attenzione per l’influenza A, l’ex suina, che dovrebbe colpire l’Italia
in autunno. In un vertice a Palazzo Chigi il governo ha fissato i punti chiave del
piano d’emergenza che prevede la vaccinazione di almeno 8 milioni di italiani ed
esclude il rinvio dell’apertura delle scuole. Il ministro Fazio in un’intervista
a La Stampa annuncia che è tutto sotto controllo, ma il farmacologo Garattini replica:
«Il vaccino non esiste finché non viene testato». Amabile, Bruzzone e Ricotta
ALLE PAG. 2 E 3
L’ATTACCO ALL’AVVENIRE
Boffo: voglio uscire dal caso a testa alta
Dal Vaticano arriva la solidarietà del cardinal Bertone, ma cresce anche il partito
delle dimissioni
Galeazzi e Martini A PAGINA 7
ra prevedibile che dopo le affermazioni del ministro delle Politiche agricole e alimentari,
Luca Zaia, secondo il quale bere due bicchieri di vino non può fare ubriacare, si
scatenasse una bagarre di tipo misto: scientifico e sociale. In casi come questo
si possono trovare ragioni nelle diverse posizioni. È comprensibile che da parte
di noi medici (e in questo caso lo ha fatto il collega Emanuele Scafato, direttore
dell’Osservatorio sull’alcol dell’Istituto superiore di Sanità) venga un messaggio
di cautela che rifiuti totalmente la concessione dell’uso di alcol da parte di
chi guida un automezzo. Ma dall’altra parte ha anche ragione il ministro Zaia quando
afferma, con un po’ di buon senso, che due bicchieri di vino durante un pranzo
o una cena normale non bastino a ubriacarsi.
CONTINUA A PAGINA 31 I SERVIZI ALLE PAGINE 10 E 11
Immigrati, tensione con la Ue. Maroni: siamo in regola
La Libia dice no al fumo delle Frecce Tricolori
Nei suoi cieli, Tripoli lo vuole solo verde
Lal Mohammad, il contadino afghano torturato
Sapegno A PAGINA 16
CESARE M ARTINETTI
D mande
IN ULTIMA Regolarizzare colf e badanti
MORIRE PER KABUL?
Buongiorno
MASSIMO GRAMELLINI
uardate la faccia di quest’uomo, immaginate di alzare quella benda e scoprirete
che nel mondo c’è un posto dove si può essere sfigurati per aver compiuto un
gesto semplice.
CONTINUA A PAGINA 31
Annullata ieri la prova generale delle Frecce Tricolori a Tripoli. In occasione della
cerimonia per i quarant’anni della rivoluzione di Gheddafi i libici avevano chiesto
ai nostri piloti di usare un fumo verde. La risposta: usiamo solo la bandiera italiana.
E sui migranti la Ue chiede chiarimenti.
Ruotolo e Zatterin ALLE PAG. 4 E 5
LA STORIA
Perde il lavoro e uccide la moglie e i due figli
Reggio Emilia, massacro a martellate poi tenta il suicidio, ma lo salvano
Marco Neirotti A PAGINA 18
Querelami ancora
parecchio nervosi e gonfi di sussiego. Ma più che altro dallo strano concetto di
onore che si è fatto largo nelle nostre menti. Qualunque cosa facciamo, anche la
più turpe, va compresa, giustificata e possibilmente scaricata sui veri colpevoli:
gli altri. In compenso la minima allusione, anche scherzosa, ai nostri vizi va considerata
gravemente lesiva della nostra dignità. Permalosi verso il prossimo e indulgenti
verso noi stessi. L’ambo è servito. Ormai una querela non si nega a nessuno e
soprattutto non sei nessuno se non hai una querela. L’assenza di un procedimento
velenoso a mio carico mi trasmette un tale senso di inutilità e di vuoto che sono
tentato dall’idea di parlar male dell’ispettore Coliandro. Magari mi querela.
Marco Materazzi ha querelato l’ispettore Coliandro. Querelare un poliziesco televisivo
è un’avventura dello spirito che vantava ancora pochi proseliti. Forse lo stopper
dell’Inter è un precursore. D’altronde va capito: uno dei personaggi della fiction
perdeva al Fantacalcio e se la prendeva con lui: «Si è fatto espellere anche stavolta».
Materazzi aveva molti modi di reagire, per esempio mandare un telegramma di ringraziamento
agli sceneggiatori perché fra tutti i difensori fallosi del mondo avevano scelto
proprio lui, riconoscendogli una sorta di primazia. Oppure sibilare all’orecchio
dell’ispettore Coliandro qualche battuta su sua sorella e farsi poi prendere a
testate dall’intero cast. Ha scelto il più innocuo. Il più buffo. Il più diffuso.
Credo dipenda dal fatto che siamo