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Corriere della Sera

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MARTEDÌ 1 SETTEMBRE 2009 ANNO 134 - N. 206

In Italia

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La sanatoria

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Inflazione I prezzi non calano più Ad agosto +0,4%
di Stefania Tamburello a pagina 26

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Badanti, ecco la guida
Moduli, tempi, versamenti
di Mariolina Iossa a pagina 6

In edicola Piero Angela in Dvd
«Viaggio nella Scienza. L’Universo» a 1 euro
più il prezzo del quotidiano

VANTAGGI DELLA PARTECIPAZIONE AGLI UTILI

Cancellata ieri la prova generale. Gheddafi accusa Israele: trame in Africa. La replica:
un bullo

L’AZIONISTA LAVORATORE
di MAURIZIO FERRERA

Il voto e la base

Frecce tricolori, un caso in Libia
Tripoli chiede il fumo verde. Gli italiani: così non voliamo
Sarà in «formato ridotto» l’esibizione delle Frecce tricolori a Tripoli prevista
per oggi: il «solista» a terra per motivi di sicurezza. Annullata ieri la prova
generale. Respinta la richiesta libica di far uscire fumo verde dagli aerei. Gheddafi:
le ambasciate d’Israele fuori dall’Africa. La replica: è un bullo.
ALLE PAGINE 2 E 3

ORA GLI USA TEMONO LA CHIUSURA DI OKINAWA

Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano

ei prossimi mesi la partecipazione dei lavoratori agli utili di impresa dovrebbe
diventare un obiettivo di primo piano dell’azione di governo. Il ministro dell’Economia
lo considera un passo importante per accrescere la condivisione di interessi e responsabilità
fra aziende e dipendenti e aiutare il sistema produttivo italiano ad uscire dalla
crisi. Sull’efficacia di breve periodo del nuovo strumento è forse lecito nutrire
qualche dubbio. Ma una riforma che favorisse una maggiore partecipazione dei lavoratori
nelle imprese segnerebbe un cambiamento significativo e durevole per il modello di
capitalismo del nostro Paese. Come valutare questa possibile svolta? L’idea di
«democrazia economica» è stata a lungo dibattuta nel corso del Novecento. L’elemento
base di questa idea è l’accesso diretto dei lavoratori al cuore finanziario e
decisionale dell’impresa. E’ giusto favorire tale accesso? Per quali scopi? Intorno
a questi interrogativi si sono originate accese controversie, sia a destra che a
sinistra. Dai suoi fautori la democrazia economica è stata presentata come strumento
per rendere il capitalismo più efficiente; per controbilanciare le asimmetrie di
potere fra capitale e lavoro; per attenuare il conflitto distributivo. I critici
di orientamento liberale l’hanno invece accusata di minacciare il corretto funzionamento
sia del mercato sia della politica democratica. Dal canto loro, i marxisti ortodossi
hanno sempre trattato compartecipazione e cogestione come inutili diversivi rispetto
agli obiettivi «strutturali» della lotta di classe.


Nell’ultimo ventennio la democrazia economica è intanto diventata una realtà
in molti Paesi. Il 25% circa delle imprese Ue adottano schemi di profit sharing,
con punte superiori al 40% in Gran Bretagna, Francia, Germania e Olanda. Sulla scia
di queste esperienze, si è fatta strada la convinzione che la partecipazione dei
lavoratori possa svolgere un ruolo virtuoso per il sistema produttivo, senza compromettere
né i fondamenti dell’economia liberale, né il fisiologico confronto fra capitale
e lavoro. Più che sulle questioni di principio, l’attenzione è oggi concentrata
sulle cornici regolative capaci di far emergere «buone pratiche», caratterizzate
da ricadute positive in termini di crescita e di equità distributiva. Nel panorama
europeo l’Italia è il fanalino di coda per quanto riguarda le esperienze partecipative.
Ben venga dunque la disponibilità del governo e delle parti sociali a procedere
rapidamente su questo fronte. In Parlamento già esiste peraltro un disegno di legge
elaborato da Ichino, d’ispirazione bipartisan e volto a promuovere una vasta gamma
di sperimentazioni, non solo di natura finanziaria. In autunno l’economia italiana
dovrà affrontare grosse sfide, soprattutto sul piano dell’occupazione: il tema
della partecipazione potrà forse sembrare una fuga in avanti. Speriamo non sia così.
Si tratta infatti di una «piccola grande riforma» che, se ben congegnata, porterà
molti apprezzabili vantaggi, che dureranno anche dopo la crisi: più opportunità
per i lavoratori, innovazioni organizzative nelle imprese e un nuovo ruolo per i
sindacati, se questi vorranno e sapranno approfittarne.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Afghanistan
IL GENERALE USA

«La strategia è sbagliata: rischiamo»
«Stiamo caricando come tori alla corrida».
di PAOLO VALENTINO
A PAGINA 17

di MARCO DEL CORONA

Ancora pronti al «tutti a casa»
di FIORENZA SARZANINI

VENDETTA TALEBANA

e il programma previsto non sarà rispettato, l’equipaggio delle Frecce tricolori
tornerà immediatamente in Italia. E’ la condizione del ministero della Difesa
italiano per l’esibizione della pattuglia a Tripoli, anche perché la questione
«fumo verde» non è chiusa. A PAGINA 2


«Ho votato e mi hanno tagliato il naso»
«Ho visto che il talebano alzava il coltello...».
di LORENZO CREMONESI Lal Mohammad, contadino afghano: mutilato dai talebani perché
ha osato votare
A PAGINA 17

a vittoria dei democratici in Giappone preoccupa gli americani: temono che venga
ridiscussa la loro presenza a Okinawa, l’isola strappata a Tokyo nel 1945 dopo
duri combattimenti (Ap foto) e che ora ospita una base aeronavale di grande importanza
strategica.
A PAGINA 18 e un commento di Ian Buruma A PAGINA 10


Garlasco

Respingimenti

Il giudice di Terni: nel fascicolo nessuna nota sulle inclinazioni sessuali

I passi falsi Immigrati dell’inchiesta La Ue chiede su Stasi spiegazioni Il Vaticano
ricorda il suo sostegno. Polemiche tra i Poli

Tettamanzi in difesa di Boffo
Nella vicenda Feltri-Boffo, il direttore di Avvenire ha ricevuto attestazioni di
«stima e gratitudine» dal cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi, mentre segnali
di sostegno trapelano dal Vaticano. Polemiche tra i due Poli. Il giudice di Terni:
«Nel fascicolo non c’è alcuna nota sulle inclinazioni sessuali di Dino Boffo».
DA PAGINA 12 A PAGINA 14

di GIUSI FASANO

di MARCO NESE

«Adesso capiranno che ho sempre detto la verità»: Alberto Stasi tira un sospiro
di sollievo dopo che la perizia sull’uso del computer nell’ora del delitto sembra
scagionarlo dall’accusa di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi a Garlasco il
13 agosto 2007. La scoperta dei periti informatici rende più difficile e complessa
un’inchiesta che era già carente — secondo il gip — per una serie di errori,
dimenticanze, incompletezze. Almeno dieci i passi falsi.
PAGG. 8 E 9 Camasso e Imarisio

La Commissione europea intende sollecitare chiarimenti da Italia e Malta sul gommone
respinto verso la Libia due giorni fa. A bordo c'erano 75 persone, probabilmente
provenienti da Eritrea e Somalia, tra le quali 15 donne e tre minori. Ha protestato
anche l’Alto Commissariato dell’Onu. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni,
ha definito la richiesta della Ue «come una prassi normale già avvenuta in passato.
Proseguiremo nei respingimenti».
A PAGINA 5

Giannelli

Marvel alla Disney

Topolino compra l’Uomo Ragno
Topolino conquista l’Uomo Ragno. La Walt Disney ha annunciato di aver raggiunto
un’intesa per l’acquisto della Marvel. La Disney diventerà così titolare di
fumetti come «I fantastici quattro», «Spider Man», «Iron Man» e l’«Incredibile
Hulk».
A PAGINA 24

INTERVISTA A COSSIGA

«La vera linea della Chiesa»
di ALDO CAZZULLO
A PAGINA 13

Farkas, Giannattasio, Manca

Teatro I lavori di bonifica sono slittati. Le particelle risalgono agli anni 50
e l’incredibile

SIMULATORE DI GUIDA PER PC

Chiuso per amianto il loggione della Scala
Chiude a sorpresa, fino a settembre, il loggione del Teatro alla Scala per i lavori
di bonifica di alcune particelle di amianto. L’intervento, programmato per agosto
in coincidenza con il riposo, è slittato, con il risultato che la seconda galleria
del Loggione (circa 270 posti) resterà off limits fino a fine mese. Per il 4 settembre
era previsto il concerto d’apertura della terza edizione del festival MiTo.
A PAGINA 22 Soglio

Campioni svogliati

Seedorf e le ciabatte
di GIAN LUIGI PARACCHINI



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Clarence Seedorf


a solo

in più

CON IL LEGGENDARIO

larence Seedorf, centrocampista del Milan, si sente ferito dall’ironia sulle ciabatte,
che ciabatte poi non erano ma scarpe da tennis, e sul fatto che non fosse in panchina
con la maglia da gioco. E quindi sia stato lento nel subentrare a Gattuso nel derby.
Eppure la storia di Seedorf che «portava i scarp del tennis», per dirla con il
cantautore milanista Enzo Jannacci, risulta cruciale perché è diventata l’emblema
del momento rossonero.
A PAGINA 41 M. Colombo

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